Acquistare una bevanda e restituire il contenitore vuoto per recuperare la cauzione versata. È il principio del Deposit Return System (DRS), un modello già operativo in diversi Paesi europei che, in vista della scadenza fissata dall’Unione europea per il 2029, apre nuove prospettive anche per la distribuzione automatica. Dall’integrazione con i pagamenti alle tecnologie di raccolta, il percorso della bevanda si estende oltre il consumo e coinvolge competenze e servizi lungo tutta la filiera.
I numeri europei mostrano la portata di questa evoluzione. In Danimarca, secondo Dansk Retursystem, nel 2025 sono stati restituiti circa 2,2 miliardi di contenitori, con un tasso di restituzione del 92%. In Irlanda, dove il sistema è partito nel febbraio 2024, il primo anno completo di attività si è chiuso nel 2025 con 1,435 miliardi di bottiglie e lattine restituite e oltre 30.900 tonnellate di materiale avviate al riciclo.
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PPWR: il 90% di raccolta entro il 2029
A delineare il prossimo passaggio è il Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, conosciuto come PPWR. Entro il 1° gennaio 2029, gli Stati membri dovranno garantire la raccolta differenziata di almeno il 90% annuo in peso delle bottiglie monouso in plastica e dei contenitori monouso in metallo per bevande fino a tre litri. Per raggiungere l’obiettivo sono previsti sistemi di deposito cauzionale, con specifiche esclusioni e possibilità di deroga. L’esenzione nazionale richiede almeno l’80% di raccolta nel 2026 e la presentazione alla Commissione, entro il 1° gennaio 2028, di una richiesta e di un piano per conseguire il 90%.
RecoPet, la raccolta automatizzata coinvolge i consumatori
Anche in Italia si sviluppano esperienze che uniscono raccolta automatizzata e partecipazione dei consumatori. È il caso di RecoPet, il progetto promosso da COREPLA per raccogliere selettivamente le bottiglie in PET e favorire il riciclo “bottle-to-bottle”. Secondo i dati comunicati dal Consorzio nel febbraio 2026, il progetto aveva raggiunto 500 ecocompattatori installati, oltre 15 milioni di bottiglie raccolte e più di 100.000 iscritti all’app. Attraverso il conferimento, gli utenti accumulano punti e accedono a premi e agevolazioni. Un meccanismo diverso dal DRS, che rimborsa una cauzione versata all’acquisto, ma che offre un’esperienza concreta sull’integrazione tra tecnologie di riconoscimento, gestione digitale e coinvolgimento degli utenti.
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Vending e DRS: dalle tecnologie ai nuovi modelli di restituzione
Per il vending, prepararsi al DRS significa distinguere la gestione della cauzione dall’organizzazione della restituzione. La vendita delle bevande interessate richiederà di integrare il deposito nei pagamenti e nelle informazioni al consumatore, mentre la raccolta dovrà seguire le regole del sistema nazionale. Il regolamento europeo non impone una reverse vending machine accanto a ogni distributore: contempla canali alternativi autorizzati e altrettanto accessibili e tiene conto dei limiti degli spazi di vendita, fermo restando il principio del ritiro dei contenitori dei prodotti venduti. Sarà quindi importante individuare modalità sostenibili anche per le piccole postazioni. Nelle Università, negli ospedali e nei grandi poli aziendali, le tecnologie automatiche potranno invece favorire la realizzazione di punti di restituzione condivisi, da valutare in funzione dei volumi e dell’organizzazione del servizio.
È su questo terreno che Venditalia 2028, dal 3 al 6 maggio alla Fiera di Rimini, può diventare un appuntamento strategico per prepararsi alla scadenza europea. La manifestazione rappresenta il luogo di incontro tra gestori, produttori di bevande, costruttori di macchine e fornitori di sistemi di pagamento: competenze complementari per confrontare tecnologie, valutare integrazioni e orientare gli investimenti. L’opportunità sarà tradurre il quadro normativo in scelte operative, ampliando il contributo della distribuzione automatica all’economia circolare.
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PUBBLICAZIONE
04/11/2026