Palestre, centri fitness e wellness club rappresentano un mercato sempre più ampio e strutturato. Secondo lo European Health & Fitness Market Report 2026, realizzato da EuropeActive e Deloitte, nel 2025 il settore europeo ha raggiunto 75,5 milioni di iscritti, 67.515 club e 39,1 miliardi di euro di ricavi. In un solo anno il numero dei soci è cresciuto del 5,8%, quello delle strutture del 2,8% e il fatturato del 9,1%.
Non si tratta soltanto di un aumento delle persone che frequentano le palestre. Il fitness sta diventando una componente sempre più stabile degli stili di vita e sta ampliando il proprio perimetro verso nutrizione, prevenzione, recupero e benessere personale. Chi pratica regolarmente attività fisica presta maggiore attenzione anche all’alimentazione, all’idratazione e ai prodotti utilizzati prima, durante e dopo l’allenamento.
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Dal distributore automatico al servizio dedicato al wellness
Per il vending, questa evoluzione apre una prospettiva che va oltre la semplice installazione di un distributore di acqua e snack all’ingresso di una palestra. Il vero tema è la costruzione di un servizio verticale, progettato intorno a una location, ai suoi frequentatori e ai diversi momenti della loro permanenza. Non più, quindi, una macchina generalista adattata a un centro fitness, ma un’offerta specifica pensata per accompagnare il consumatore prima, durante e dopo l’attività sportiva.
A Venditalia 2026 sono emersi numerosi segnali in questa direzione. Tra gli stand erano presenti sistemi dedicati alle bevande funzionali e al wellness, capaci di erogare prodotti arricchiti con sali minerali e vitamine e progettati espressamente anche per palestre e centri fitness. L’offerta comprendeva inoltre bevande isotoniche, proposte ad alto contenuto proteico e snack funzionali in monoporzione, a base di legumi, frutta secca e altri ingredienti associati all’alimentazione sportiva. Una delle novità più interessanti ha riguardato anche l’hardware: un espositore ha presentato una vending machine che, partendo da preparati solubili, eroga direttamente una gamma completa di integratori destinati ai diversi momenti dell’attività fisica, dal pre-workout ai prodotti da assumere durante l’allenamento fino alle formulazioni per il recupero post-workout.
Sono prodotti e tecnologie differenti che, inseriti all’interno di un progetto coerente, possono formare un assortimento completamente nuovo. L’idratazione rimane il punto di partenza, con acqua, bevande isotoniche e proposte funzionali. A queste si possono affiancare drink proteici pronti, integratori preparati al momento, barrette, frutta secca, snack proteici e altri prodotti monoporzione. Shaker, borracce e piccoli accessori legati all’allenamento possono completare il servizio, rispondendo anche alle necessità immediate di chi ha dimenticato a casa ciò che gli serve.
Anche le tecnologie necessarie sono già disponibili. Accanto ai tradizionali distributori refrigerati per bottiglie, lattine e snack, esistono sistemi capaci di dosare e miscelare prodotti solubili freddi, permettere la scelta tra ricette differenti ed erogare la bevanda direttamente nel bicchiere, nella borraccia o nello shaker. Pagamenti contactless, telemetria, controllo remoto e monitoraggio delle scorte consentono inoltre di gestire il servizio con maggiore continuità ed efficienza.
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Un modello costruito sulla singola location
La macchina può quindi trasformarsi in un vero punto di servizio della palestra. L’interfaccia digitale può essere personalizzata con l’identità del club, presentare l’assortimento in modo più chiaro e accompagnare la scelta del consumatore. L’integrazione con applicazioni, tessere associative o programmi fedeltà potrebbe inoltre consentire promozioni dedicate, pacchetti di consumazioni o formule collegate all’abbonamento della struttura.
Il vending verticale richiede però un modello gestionale diverso da quello tradizionale. La selezione dei prodotti deve essere costruita in funzione del numero degli iscritti, degli orari di apertura, dei picchi di affluenza, delle discipline praticate e del posizionamento della struttura. Una palestra aperta 24 ore, un boutique club, un centro dedicato al padel e un wellness resort non possono avere lo stesso assortimento. Anche formati, prezzi, rotazioni e frequenze di rifornimento devono essere calibrati sulla singola location.
La stessa logica può essere estesa a piscine, campus sportivi, centri polifunzionali, palazzetti, strutture dedicate agli sport outdoor e aree wellness degli hotel. In ciascun contesto il distributore può assumere una funzione differente: punto di idratazione, servizio post-allenamento, spazio per prodotti funzionali, vendita di accessori o estensione automatizzata di un bar interno. È proprio questa capacità di specializzarsi che può aprire al vending mercati finora presidiati soltanto in modo occasionale.
La sfida non consiste quindi nel portare il vending dentro le palestre, dove i distributori automatici sono presenti da tempo, ma nel trasformarlo in una componente riconoscibile dell’esperienza fitness. Per riuscirci occorre mettere in relazione costruttori di macchine, produttori di bevande, integratori e alimenti, gestori vending, catene di palestre e operatori del wellness, sviluppando format replicabili e sostenibili dal punto di vista economico.
Venditalia 2026 ha mostrato che prodotti, tecnologie e competenze sono già disponibili. Il percorso verso Venditalia 2028 potrà servire a compiere il passaggio successivo: trasformare le singole soluzioni in progetti integrati, capaci di fare delle palestre e dei luoghi del benessere una delle nuove location strategiche della distribuzione automatica.
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PUBBLICAZIONE
12/08/2026